

Appuntamento imperdibile quello di giovedì 9 maggio a Pisa: l’artista pontederese Babb (al secolo Giorgio Dal Canto) “approda” all’Aeroporto Galileo Galilei, realizzando una delle più particolari e suggestive installazioni nella storia del grande Aeroporto Toscano.
“La bugia. Anche gli elefanti hanno il naso lungo”, questo è il nome della grande opera di Babb, tratterà il tema cardine del lavoro dall’artista: Pinocchio, il burattino più famoso del mondo. L’esterno dell’Aeroporto verrà “invaso” dall’opera di Babb: una rete lunga oltre 100 metri e alta circa 2 metri e mezzo lungo la viabilità esterna; di particolare impatto scenico sarà la copertura dello scalo merci, che andrà a “impacchettare” un’area di oltre 700 metri quadrati; mentre all’interno dell’Aeroporto sarà visibile la Vespa Piaggio che la storica casa motociclistica ha commissionato a Babb e che verrà poi esposta in pianta stabile al Museo Piaggio di Pontedera. Durante la vernice, verranno presentati due libri dedicati al lavoro di Babb: “Armonici Conflitti” sull’ultimo periodo di produzione artistica e “La bugia – Anche gli elefanti hanno il naso lungo”, che racconterà il percorso partito con l’esposizione dedicata a Babb presso il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2011.
L’evento, che arriva dopo la fortunata presenza di Babb alla Biennale di Venezia del 2011 e dopo la mostra personale tenuta a Pontedera, conclusa con grande successo pochi mesi fa, è promosso da Giuseppe Diomelli e vede il sostegno di Belvedere Spa e della Banca Popolare di Lajatico. L’iniziativa è stata ideata da Alberto Bartalini, architetto noto per il suo approccio non convenzionale al mondo dell’arte contemporanea che ha curato la regia del percorso di Babb negli ultimi anni, proprio grazie al continuo supporto di Giuseppe Diomelli.
Il presidente dell’aeroporto di Pisa, Gina Giani, ha dichiarato: «È con il consueto entusiasmo che accogliamo questa nuova iniziativa. Non solo arrivi e partenze, ma anche arte. Accogliere artisti di questo calibro è l’occasione per l’aeroporto di Pisa per vestirsi di una nuova immagine, promuovendo i talenti del nostro territorio».
Dal Canto nasce nel 1934 a Pontedera, dove ancora adesso vive e lavora. Inizia a dipingere tardi, all’età di quarant’anni, ma incontra fin dai primi lavori un grande successo di pubblico e critica, stringendo da subito una forte collaborazione con il critico Ilario Luperini, suo curatore storico. Le incisioni e la grafica sono le sue prime passioni. Dopodiché si concentra sulla pittura a olio e partecipa a decine di mostre, ritagliandosi un posto di rilievo nel panorama artistico toscano. Diventa illustratore per Il Tirreno e collabora con altre numerose riviste e manifestazioni.Riconosciuto a livello nazionale come grande talento sotto il profilo tecnico, è attraverso la sua vena satirica che Babb raggiunge la notorietà: dipinge il potere mettendolo a nudo, le contraddizioni della società, la solitudine delle persone. Questo percorso lo porta a interpretare l’emblema italiano per eccellenza di questi comportamenti: Pinocchio. La sua produzione si concentra sul burattino più famoso del mondo, attraverso il quale Babb traccia un disegno dell’Italia di oggi.Questo suo lavoro diventa molto noto, tanto da meritare un’intera sezione del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2011 per le celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Presso l’Arsenale Novissimo di Venezia, viene allestita una grande installazione dei Pinocchio di Babb, in collaborazione con Renato Meneghetti e Stefano Stacchini, sotto la regia di Alberto Bartalini.
Dunque molti appuntamenti in uno per giovedì 9 maggio per apprezzare il lavoro di Babb: installazioni, libri e la speciale Vespa Piaggio
Sede
Pisa, Aeroporto Internazionale Galileo Galilei, Sala Business Lovanio Lombardi
Info
www.babbe.it
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“La parete dimenticata” è il titolo, tanto evocativo quanto rivelatore, dell'esposizione di opere di Franco Guerzoni, appena inaugurata nelle stanze dell'Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti a Firenze, e che sarà aperta fino al 7 aprile 2013.
Passata al vaglio della Commissione per l’arte contemporanea, commissione composta dal Soprintendente, dalla Direzione della Galleria d’arte moderna e da esperti esterni al Polo, ma attivi nell’ambito di pubbliche istituzioni fiorentine, la mostra di Franco Guerzoni si apre a un dialogo oggi più che mai necessario tra il museo e il contemporaneo, trovando negli ambienti dell’Andito degli Angiolini, il luogo ideale per interagire con i variegati linguaggi formali dell’artista.
«Il mio legame con Firenze – dice Guerzoni – è di lunga data. Già durante i primi anni ’80 sono stato ospite più volte della Villa Romana, anche se la frequentavo sin dalla fine degli anni ’60. E ogni volta che mettevo piede in città mi pervadeva una meraviglia assoluta. Con Palazzo Pitti – continua l’artista – ho un legame devozionale e so già che proverò un piccolo brivido nell’entrarvi non più da visitatore ma da artista che vi espone proprie opere. Anche per questo ringrazio la Soprintendenza di Firenze, città con cui ho solidarizzato anche nei momenti di grande tensione e nella quale ho incontrato tanti amici per la vita, sia tra gli esperti di arte classica, sia tra quelli più vicini alle espressioni contemporanee».
Franco Guerzoni è nato nel 1948 a Modena, dove vive e lavora. Fin dai primi anni '70, nel clima del concettualismo allora imperante, si dedica alla ricerca dei sistemi di rappresentazione dell’immagine attraverso l’uso del mezzo fotografico, prestando grande attenzione al mondo archeologico.
Risale ai primi anni ‘80 la svolta artistica che lo vede impegnato nella realizzazione di grandi carte parietali gessose. Alla fine del decennio Guerzoni approda a una ricerca sulla superficie intesa come profondità, che dà luogo a grandi cicli di opere quali Decorazioni e rovine, presentate alla Biennale di Venezia del '90, e Restauri provvisori, in mostra alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna. Nel 2006 dieci opere di Guerzoni, quattro delle quali visibili nella mostra di Palazzo Pitti, vengono acquisite dalla GAM di Torino.
«Con Franco Guerzoni, entra in Palazzo Pitti un artista di lungo corso – dice la Soprintendente Cristina Acidini, che ha visitato durante la preview per la stampa - che ha nel suo vissuto un elenco impressionante di invenzioni creative, mostre prestigiose, critici d'eccellenza».
Curata da Pier Giovanni Castagnoli e Fabrizio D'Amico, la mostra è incentrata sui risultati dell'ultimo decennio dell’esperienza dell’artista, che ha aggiunto un nuovo e corposo capitolo al ricco e variegato romanzo per figure che Guerzoni ha via via creato sui temi dell'usura del tempo, delle rovine, delle archeologie, delle tracce della memoria.
Questo viaggio nella pittura si è svolto in cicli che hanno preso il nome di: “Affreschi” (1972), “Carte di viaggio” (1982), “Decorazioni e rovine” (1990), ”Sipari”(2001), “Antichi tracciati” (2006), per approdare infine a quelli rappresentati in questa mostra in opere come: “Iconoclasta” (2007), “Impossibili restauri” (2010) e “Strappi d'affresco” (2012).
Come in un contrappunto ai dipinti degli anni più recenti, la mostra avvicina una selezione di opere storiche risalenti agli anni Settanta, quando ancora Guerzoni ricorreva all'utilizzo di fotografie nel suo lavoro. Nascono da tali accostamenti molteplici suggestioni di lettura, utili ad indagare opere e tempi, e con esse, la certificazione di una continuità di ispirazione e di propositi che lega tenacemente tra loro stagioni di ricerca assai lontane, nel nome di una saldissima identità poetica.
Oltre alle opere esistenti, la mostra presenta tre lavori eseguiti per l'occasione, ispirati agli spazi espositivi, che lo stesso Guerzoni definisce “tre dediche a Palazzo Pitti”: si tratta di un doppio, grande Strappo d’affresco, che rimanda alla sottostante parete, arricchito da un pendolo che ne tiene in movimento l'immagine; nell’ultima stanza del percorso espositivo il visitatore scoprirà il Museo ideale, gruppo di piccole grotte dove l'uso della carta diventa scultura.
Dice Pier Giovanni Castagnoli: «La mostra a Palazzo Pitti evidenzia ed esalta, nella sua brevità, il nocciolo fondante e più tenacemente resistente della visione dell’autore e la sua singolarità: l’arte come restituzione di memoria che produce e avvalora il presente, e l'esercizio della pittura come scavo e rivelazione del corpo attivo della superficie, nella sua inesauribile facoltà generativa».
Accompagna l'esposizione un volume edito da Skira, che contiene, oltre agli scritti dei curatori, un testo letterario di Pietro Cesare Marani; riproduzioni delle opere in mostra e un ricco repertorio di immagini relative al lavoro di Guerzoni.
Sede
Firenze, Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini
Orari
dalle 11,00 alle 18,00
Lunedì chiuso
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Brescia, Musei Mazzucchelli
19 gennaio > 20 febbraio 2011
Dopo l’eccezionale successo riscosso nella capitale, pesso il Museo della Fondazione Roma, la mostra Il Teatro alla Moda. Costume di scena. Grandi Stilisti, a cura di Massimiliano Capella, approda il 19 gennaio 2011 ai Musei Mazzucchelli di Brescia. Fino al 20 febbraio 2011, si potranno ammirare cento costumi originali, realizzati per famosissime rappresentazioni teatrali, operistiche e coreutiche, insieme a bozzetti, figurini e a rari documentari video dei relativi spettacoli.
La mostra è promossa dai Musei Mazzucchelli che già ospitano, nelle sale delle antiche scuderie, il Museo della Moda e del Costume con una pregiata collezione, ormai riferimento culturale del settore, costituita da circa 5000 pezzi databili tra l'inizio del Settecento e la nascita dell'alta moda nel Novecento. I capolavori di sartoria creati dagli stilisti per la scena si collocano dunque in un contesto ideale, completando altresì il percorso della raccolta permanente sull’evoluzione del gusto in due secoli di storia.
Sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il premio di Alta Rappresentanza della Presidenza della Camera dei Deputati, l’evento è promosso insieme ad Altaroma e vanta il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero del Turismo, dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero, della Regione Lombardia, Culture, Autonomie e Identità della Lombardia, della Provincia di Brescia e del Comune di Mazzano.
La Moda è una componente centrale della cultura contemporanea e Il Teatro alla Moda riunenisce per la prima volta ceazioni uniche come opere d’arte; abiti e costumi, realizzati per il Teatro, l’Opera e la Danza da alcuni tra i più importanti stilisti italiani, quali Gianni Versace, Roberto Capucci, Emanuel Ungaro, Fendi, Missoni, Giorgio Armani, Antonio Marras, Romeo Gigli, Alberta Ferretti, Valentino, Enrico Coveri.
Attraverso un’accurata selezione delle loro creazioni, provenienti da prestigiose collezioni teatrali (Teatro alla Scala e Piccolo Teatro di Milano, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Parma, Teatro San Carlo di Napoli, National Opera di Washington DC), oltre che dalle Maison coinvolte e dalle collezioni di attori e cantanti, si ripercorre uno dei momenti più glamour del teatro internazionale moderno e si intende valorizzare l’indiscussa qualità artistica del Made in Italy.
Il titolo è un omaggio al testo “Il Teatro alla Moda” di Benedetto Marcello; trattazione nella forma di saporito commento umoristico del teatro lirico, apparso in prima edizione nel 1720. Si dovrà attendere tuttavia il XX secolo per assistere all’intreccio tra “mondi” diversi; oltrepassando la settorialità delle discipline a favore della condivisione delle arti: dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, dal gesto teatrale al canto e alla danza. Il teatro rappresenta uno dei luoghi privilegiati di questa rivoluzione linguistica e, proprio sul palcoscenico, gli artisti hanno trovato spazio per esprimere la loro fantasia più libera, al servizio di regie, scene e costumi innovativi.
Anche l’alta moda, entra nel “luogo teatro” e vi accede già nell’Ottocento con Worth, Poiret e, soprattutto, nel 1924 quando Coco Chanel, su invito di Sergej Pavlovich Diaghilev (1872-1929), disegna i costumi per Le Train Bleu, di Cocteau.
Dopo questo importante debutto, nel corso del XX secolo, l’affascinante liason tra Moda e Teatro si rafforza. A partire dai primi anni Ottanta nei cartelloni delle più prestigiose compagnie d’opera e balletto compaiono i nomi dei maggiori stilisti italiani le cui straordinarie creazioni si possono oggi ammirare nel percorso dell’esposizione romana, divisa in otto sezioni.
Sede
Musei Mazzucchelli
Via G. Mazzucchelli, 2
25080 Ciliverghe di Mazzano BS
Orari
Martedì - Venerdì ore 9 - 18
Sabato - Domenica e festivi ore 10 - 18
Lunedì chiuso
(la biglietteria chiude alle ore 17.30)
Biglietti
Intero € 8
Ridotto € 6
Scuole € 3,50
INFO
www.museimazzucchelli.it
T 030 212421


CREATIVITÀ CERAMICA ITALIANA
Tante tradizioni e pratiche in una
Grazie alla collaborazione tra Art Gallery Santa Teresa di Fano e la Dailininku Sajungos Galerija di Vilnius si realizza uno scambio inedito tra Italia e Lituania che vede l’arte come punto d’incontro tra culture diverse, unite dall'internazionalità del ruolo tecnico e linguistico della materia plasmabile, che può essere considerata elemento in cui convergono civiltà e tradizioni lontane tra loro, dal passato fino alla contemporaneità.
Diciotto artisti dell'Associazione Artisti Lituani sono attualmente in mostra a Fano all’Art Gallery Santa Teresa fino al 25 novembre, con opere realizzate in tecniche diverse, e contemporaneamente Vilnius, capitale della Lituania, rende omaggio a oltre quaranta ceramisti attivi in Italia, le cui opere sono esposte presso Dailininku Sajungos Galerija fino al 22 novembre.
Le mostre sono organizzate da Loreta Larkina e “Creatività Ceramica Italiana. Tante tradizioni e pratiche in una” è patrocinata dall’Istituto Italiano di Cultura a Vilnius. Le stesse opere poi saranno esposte presso Art Gallery Santa Teresa di Fano dall’1 al 30 gennaio 2011.
Lo scambio culturale è da sempre uno dei più significativi strumenti di promozione della cultura tra i popoli, e la specifica attenzione nei confronti di nomi italiani che operano e hanno operato nel mondo dell’arte della ceramica testimonia un grande riconoscimento: le sculture in terracotta, le opere in argilla e le maioliche smaltate esposte a Vilnius e successivamente a Fano, mettono in risalto un fecondo periodo artistico - quello che va dal primo Novecento ad oggi - caratterizzato da una produzione inesauribile, nota in tutto il mondo per le sue atmosfere decorative, plastico-scultoree, di design e pittoriche, che pongono l’Italia come un paese all’avanguardia nell’arte della ceramica. Spiccano in questo senso eccellenze legate all’antica tradizione artigianale e manifatturiera di molte regioni, in particolare delle Marche, dell’Umbria e della Liguria. Nomi illustri di maestri nati nella prima metà del secolo scorso e artisti contemporanei, le cui opere sono la ri-creatività sulle radici di un passato che rappresenta la continuità di un mestiere d'arte. Questo il fulcro dell’esperienza interculturale della mostra “Creatività Ceramica Italiana. Tante tradizioni e pratiche in una” che vede lo stesso percorso proiettato in un diverso spazio fisico e culturale come la Lituania, applicabile a tutte le diverse forme d’arte.
Importante notare la presenza di alcuni artisti stranieri che operano in Italia apportando una specifica consistenza di modernità e contribuiscono al rinnovamento dell’arte della ceramica nella Contemporaneità.
Le tre mostre riuniscono oltre cinquanta pezzi che fondono colore, forma e materia nell’intento di mettere a fuoco il fenomeno plastico-scultoreo dell’arte in Italia e nei paesi che a essa guardano.
INFO 0721 807840
info@artgallerysantateresa.it






Nell’ambito della ricca programmazione annuale di festival, eventi, mostre, legati alla moda, al gusto e all’arte, con un occhio particolare alla didattica museale e alle iniziative per i ragazzi, i Musei Mazzucchelli di Brescia, gestiti dalla Fondazione Giacomini Meo Fiorot, presentano una nuova importante manifestazione culturale dedicata all’editoria per ragazzi.
Nei suggestivi spazi settecenteschi dei Musei Mazzucchelli e nell’edificio storico della PInAC - Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi”, un’intera settimana è dedicata alla promozione della letteratura per l’infanzia con la Prima Edizione del Festival del libro per ragazzi “La porta della felicità”.
Il titolo documenta la continuità ideale con l’omonima mostra curata nel 2003 da Carmen Meo Fiorot, esperta di creatività infantile, presso i Musei Mazzucchelli, dedicata all’espressione figurativa dei bambini, con una selezione di opere proveniente da diversi Paesi.
Dall’8 al 14 novembre, un fitto calendario di appuntamenti attende famiglie, ragazzi, scuole e i visitatori di ogni età che potranno immergersi nel mondo delle fiabe, delle illustrazioni e dei racconti attraverso mostre, convegni, incontri d’autore, laboratori narrativi e creativi, alla scoperta dell’affascinante mondo dei libro illustrato.
L’iniziativa, promossa dai Musei Mazzucchelli, dalla Direzione Didattica di Manerba del Garda e dalla PInAC di Rezzato – Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi”, vanta il contributo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e della Provincia di Brescia, Assessorato alla Pubblica Istruzione, il patrocinio della Regione Lombardia – Assessorato alla Cultura, della Provincia di Brescia - Assessorato alla cultura, dell’URS, Ufficio scolastico Regionale della Lombardia, che patrocina il programma di convegni in seno alla manifestazione, e del Comune di Mazzano, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Brescia Est. “La porta della felicità” è un evento letterario, artistico ed educativo che intende offrire un programma vario e articolato. Una proposta che vuole essere motivo di crescita culturale e allo stesso tempo occasione di divertimento per grandi e piccoli.
Sedi
Musei Mazzucchelli
Via G. Mazzucchelli, 2 - 25080 Ciliverghe di Mazzano (BS)
T 030 212421
www.museimazzucchelli.it - info@museimazzucchelli.it
PInAC, Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva Aldo Cibaldi
Via Disciplina, 60 - 25086 Rezzato (BS)
T 030 2792086
www.pinac.it
Orari
Musei Mazzucchelli > da lunedì a sabato, ore 9-19 / domenica, ore 10-19
PInAC > da martedì a venerdì, ore 9-12 / sabato e domenica, ore 10-12 e 15-18
Biglietti
Musei Mazzucchelli
adulti e ragazzi sopra i 12 anni > € 7,00 (comprensivo di ingresso alle collezioni museali)
bambini > gratuito fino ai 12 anni
laboratori per le scuole > € 4,50 a partecipante + gratuità per 2 accompagnatori
PInAC
adulti e bambini > € 3,50
laboratorio > € 3,50 a partecipante
alunni e insegnanti delle scuole del territorio di Rezzato hanno diritto all’ingresso gratuito per la visone guidata della mostra e della rassegna
Informazioni
Musei Mazzucchelli
T 030 212421
www.museimazzucchelli.it - info@museimazzucchelli.it
Ufficio Stampa Arthemisia Group
Alessandra Zanchi
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Adele Delle Sala
T +39 0721 370956 - ads@arthemisia.it
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“L’Aperitivo Illustrato”, il primo mensile illustrato di arte, design, spettacolo, cultura e società edito dal gruppo marchigiano GRETASSOCIATI editoria & comunicazione e distribuito su tutto il territorio nazionale, annuncia insieme all’Associazione Hansel & Greta, la seconda edizione del “Premio d’Arte Internazionale Aperitivo Illustrato” intitolato “La costante è il percorso. Dal Rinascimento all’Arte Contemporanea”.
 

Il premio 2010, aperto ad artisti di qualsiasi nazionalità, verrà ospitato il prossimo autunno a Pesaro, grazie ai patrocini del Comune di Pesaro, della Provincia di Pesaro e Urbino e della Regione Marche, alla partnership del Centro Arti Visive Pescheria, e alla collaborazione dell’associazione culturale pesarese ArteM.

Istituzioni che hanno scelto di essere partner di questo premio, di respiro internazionale, finalizzato a valorizzare il territorio marchigiano come nuovo luogo di incontro e di scambio nel panorama dell’arte contemporanea.


Trenta opere finaliste, selezionate da una giuria presieduta da Ludovico Pratesi e composta da esperti e critici italiani e stranieri, saranno pubblicate in un catalogo d’arte e parteciperanno alla collettiva che si terrà dal 30 ottobre al 17 novembre 2010 presso l’Ex Chiesa della Maddalena di Pesaro. Durante la Cerimonia di Premiazione prevista per il 30 ottobre 2010, l’opera vincitrice verrà donata al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro dove il vincitore avrà una mostra personale nel corso del 2011.
 

Dopo il successo dello scorso anno con la prima edizione del premio tenutasi a Fano e dedicata al centenario del Futurismo, i partecipanti di quest’anno lavoreranno su un nuovo affascinate tema che prende spunto dal Rinascimento italiano, per riflettere sul presente, mettendo a fuoco in particolare il binomio arte – scienza. Tema cardine dell’Umanesimo che si scopre oggi più che mai attuale. Il bando di quest’anno vuole infatti porre l’accento sull’introspezione e sulla ricerca che l’artista compie, che è il principio stesso dell’Arte contemporanea (La costante è il percorso) e vuole altresì ricordare che ordine e metodo possono essere intesi come creatività, se concepiti come strumenti (Dal Rinascimento all’Arte Contemporanea).
Il bando del concorso è già disponibile e gli artisti partecipanti potranno presentare opere realizzate in piena libertà stilistica e tecnica nell’ambito di grafica, pittura, fotografia analogica o digitale, visual art e tecniche multimediali (parzialmente e/o interamente realizzate al computer) e tecniche miste.
Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro e non oltre giovedì 16 settembre 2010 e verranno conseguentemente esaminate dalla giuria.
Tutti i dettagli nel bando, scaricabile dal sito del premio www.premiodarteaperitivoillustrato.com
Promotori & Organizzatori

Associazione Hansel & Greta
L’Aperitivo Illustrato Magazine

GRETASSOCIATI srl/Comunicazione & Editoria


Con il Patrocinio di

Comune di Pesaro

Provincia di Pesaro e Urbino
Regione Marche
Partner istituzionale

Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro

In collaborazione con

Associazione Culturale ArteM







Urbino, Casa natale di Raffaello - Bottega Giovanni Santi
2 > 30 settembre 2010
a cura di Gian Carlo Bojani
Urbino rende omaggio al maestro della ceramica Guerrino Tramonti (Faenza 1915–1992), con una importante mostra retrospettiva presso la Casa natale di Raffaello. Un luogo che rappresenta l'eccellenza dell'arte tout-court, dove l’artista avrebbe certamente avuto piacere di esporre da vivo.
Dopo il successo della manifestazione tenutasi lo scorso anno al Museo di Palazzo Venezia a Roma, la mostra “Guerrino Tramonti. Ceramiche in terra d’Urbino, 1930-1970”, allestita dal 2 al 30 settembre 2010 nelle prestigiose sale espositive della Bottega di Giovanni Santi, testimonia un grande e ulteriore riconoscimento per Tramonti, ceramista, scultore e pittore fra i più affermati in Italia nel XX secolo.
Promossa dall’Accademia Raffaello in Urbino in collaborazione con la Fondazione Guerrino Tramonti in Faenza, che dopo la scomparsa dell’artista ne tutela e custodisce le opere, l’esposizione a cura di Gian Carlo Bojani mette in risalto il periodo più fecondo dell’attività del maestro, tra gli anni Trenta e Sessanta. Un quarantennio caratterizzato da una produzione inesauribile e impetuosa, nota per le sue inconfondibili atmosfere decorative, nell’ambito della quale sono stati riuniti più di sessanta capolavori, tra sculture in terrecotta e ceramiche, in particolare maioliche e grès porcellanato.
Il corpus centrale dell’esposizione è inoltre arricchito da alcuni tra i suoi numerosi dipinti, per una indicazione di confronto con il segno pittorico, che sarà invece interesse prevalente dell’artista negli anni successivi al 1970.
Guerrino Tramonti è artefice di qualità fin dagli anni giovanili; esce dalla Regia Scuola di Ceramica di Faenza, dove impara a conoscere i colori dal maestro faentino Anselmo Bucci, e dove lo scultore Domenico Rambelli, tra gli insegnati, diventa punto di riferimento per il suo futuro artistico. Inizia ad esporre dall’età di quindici anni e, già vincitore di numerosi premi d’arte, approda negli ambienti artistico-culturali della capitale negli anni Quaranta. Fino agli anni Cinquanta, rimane sodale dell'ambiente romano più qualificato, con personalità come Libero De Libero, Leonardo Sinisgalli, il principe Massimo, e l'editore d'arte De Luca che nel 1956 pubblica la sua monografia, nella collana “Artisti d’oggi”.
Dopo i primi studi scolastici, Tramonti ha sempre condotto la sua ricerca creativa da autodidatta, fuori dai canoni accademici, allargando i suoi orizzonti alla scultura e alla pittura, in linea con il clima di “sintesi delle arti” dell’epoca. Ed è per altro nota l’assidua frequentazione di artisti come Arturo Martini, conosciuto in Liguria nel 1938 - quando lavora presso la manifattura “La Casa d’Arte Agnino & Barile” di Albisola - , Filippo de Pisis a Venezia, dove vive dal 1944 al 1947, e Franco Gentilini, amico d’infanzia a Faenza e poi rincontrato a Roma. Tramonti si dedica alacremente e instancabilmente al suo lavoro per tutta la vita e raggiunge una compiutezza espressiva assolutamente unica e personale che, apprezzata da subito dalla critica e consacrata dall’interminabile quantità di mostre e rassegne collettive e personali, gode a tutt’oggi di fama internazionale.
Il percorso della mostra in terra di Urbino, propone le opere più rappresentative dei quattro periodi fondamentali della carriera artistica di Guerrino Tramonti, suddivise nelle sale espositive della Bottega Giovanni Santi nella Casa di Raffaello.
La mostra riassume dunque al meglio l’interpretazione materica e policroma di Guerrino Tramonti che si impone sempre con forza, mostrando una personalità espressiva decisa a superare il passato e a rappresentare la contemporaneità con una impronta mediterranea graffiante e raffinata più che mai attuale.
Così scriveva l’amico Enzo Tortora in occasione della mostra alla Galleria Mariani di Ravenna nel 1974: “Tramonti ha trovato una sua sigla inconfondibile, dopo una ricerca accanita: poche volte m’è capitato in sorte di assistere, da “dietro le quinte” al travaglio di un’opera di pittura. Ora che lo conosco, fiuterei i suoi quadri tra mille: c’è dentro fino al collo. I suoi gatti, le sue nuvole, le sue forme che s’alzano in un volo nuovo, liberatorio: aquiloni che si portano dietro anni ed anni d’esperienze vissute fino alla crudeltà con se stesso. Come quella, estrema, di firmare “Tramonti” il lavoro di un pittore che “sorge”. O che risorge, se volete. Ma che, comunque, durerà”.
Catalogo a cura di Gian Carlo Bojani con introduzione del Presidente dell’Accademia Raffaello, Giorgio Cerboni Baiardi e un testo critico di Anna Cerboni Baiardi, docente all'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università Statale di Urbino.
Sede
Casa natale di Raffaello
Bottega Giovanni Santi
Via Raffaello, 57
61029 Urbino (PU)
Orari
dal lunedì al sabato 9.00 - 12.30 / 15.00 - 18.30
domenica 10.00 - 12.30
INGRESSO GRATUITO
Informazioni
Casa natale di Raffaello - Museo T 0722 320105
www.accademiaraffaello.it
Fondazione Guerrino Tramonti M 392 3011196
www.tramontiguerrino.it
Ufficio Stampa
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