Incensiere raffigurante un sacerdote del Dio del Vento (particolare) Cultura maya, Periodo Post-Classico Tardo (1250 - 1451 d.C.) Mayapán, Yucatán INAH. Museo Nacional de Historia, Castillo d Chapultepec. Ciudad de México, D.F.

curata da Antonio Aimi e Karina Romero Blanco

8 ottobre 2016 - 5 marzo 2017

Palazzo della Gran Guardia - Verona

I Maya sono una delle civiltà più ricche di storia e di mistero.
Tra il 2000 a.C. e il 1542 d.C. essi inventarono e svilupparono sistemi matematici, calendari, spirito artistico, misurazioni del tempo e molto altro ancora: tra le civiltà più ricche di storia e colme di misteri mai svelati, nonostante gli sforzi dei grandi storici e dei maggiori esperti, la loro cultura resta ancora colma di enigmi che affascinano l’intero genere umano.
La mostra Maya. Il linguaggio della bellezza di Verona, una delle più grandi ed esaustive che siano mai state prodotte a livello internazionale, approda a Palazzo della Gran Guardia con oltre 300 opere provenienti dai principali musei del Messico, a partire dall’8 ottobre 2016 fino al 5 marzo 2017.
Resa possibile grazie al generoso e fondamentale intervento dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Messico (INAH), la mostra è promossa dal Comune di Verona con il supporto di Arena Museo Opera (AMO), ed è prodotta e organizzata da Arthemisia Group e Kornice.
La mostra di Verona curata da Antonio Aimi e Karina Romero Blanco affronta per la prima volta il tema della cultura di questo antico popolo attraverso le parole e i testi degli stessi Maya, utilizzando - come mai è avvenuto in passato - la più grande rivoluzione antropologica dell’ultimo secolo: la decifrazione della loro scrittura.
Parallelamente, l’esposizione offre uno sguardo nuovo, innovativo e sorprendentemente attuale sull’arte maya a partire dall’individuazione dei maestri, delle scuole e degli stili: finalmente si ha la possibilità di rapportarsi alle opere attraverso una lettura storico-artistica e non solo archeologica.
I tre grandi periodi - preclassico, classico e postclassico - che dal 2000 a.C. al 1542 d.C. hanno visto fiorire questo popolo, sono spiegati attraverso straordinari capolavori dell’arte maya come il Portastendardi, pregiata scultura risalente all’XI secolo realizzata da un maestro di Chichen Itza (complesso archeologico a nord della penisola dello Yucatan, inserito nel 2007 fra le sette meraviglie del mondo moderno) che senza dubbio rappresenta la migliore opera di una tipologia tipica di molte città del Periodo Postclassico; la Testa raffigurante Pakal il Grande che visse dal 603 al 683 dopo Cristo e fu il più importante re di Palenque (oggi tra i più importanti siti archeologici maya situato nello stato messicano del Chiapas); la Maschera a mosaico di giad raffigurante un re divinizzato tipico esempio di maschera funeraria, fondamentale per il defunto per raggiungere il mondo sotterraneo; e infine come l’Adolescente di Cumpich, imponente scultura risalente al periodo tardo classico ritrovata nel sito archeologico di Cumpich.
La civiltà maya è spiegata anche attraverso la ricostruzione di antiche architetture, utensili della vita di tutti i giorni che hanno cavalcato millenni come collane, orecchini, strumenti musicali, vasi e incensieri, tutti provenienti dai più importanti musei messicani quali il Museo Nacional de Antropología (Città del Messico) che coi suoi due milioni di visitatori è il primo museo di antropologia del mondo, il Museo Regional de Antropología Palacio Cantón (Mérida, Yucatán), il Museo Arqueológico del Camino Real de Hecelchakán (Hecelchakán, Campeche) e dai tanti siti archeologici delle più importanti città maya come Calakmul, Chichen Itza, Palenque e Uxmal.
A 18 anni di distanza dalla mostra del 1998 sui Maya di Venezia, torna in Italia il racconto della storia di un popolo che non cessa di affascinarci per le sue conoscenze matematiche, per i suoi raffinatissimi sistemi calendariali e per le sue realizzazioni artistiche.
Inoltre la tappa italiana della mostra svela i risultati delle ultime ricerche scientifiche sui Maya e consente ai lettori di leggere direttamente i loro testi, senza sfuggire a temi intriganti come le profezie, la fine del tredicesimo baktun (caduta il 21 dicembre 2012) e i segreti del Conto Lungo, un ciclo di 5125,3661 anni che aveva cominciato a “girare”, il giorno della creazione, che per questo popolo era avvenuta il 6 settembre del 3114 a.C.
Quelli di Lucifero olio su carta, 100x70 cm Collezione privata Principio del cader fu il maladetto superbir di colui che tu vedesti da tutti i pesi del mondo costretto Paradiso, XXIX, 55-57

29 settembre 2016 - 26 febbraio 2017

Villa Bardini Peyron, Firenze
Una rilettura in chiave contemporanea della Divina Commedia per studenti e famiglie, un percorso interattivo di conoscenza dell’universo di Dante e la cornice del luogo più bello da dove ammirare Firenze, Villa Bardini: queste sono le caratteristiche del progetto culturale La Divina Commedia di Venturino Venturi, una mostra sostenuta e promossa da Generali Italia attraverso “Valore Cultura” - il programma con cui la Compagnia promuove la diffusione di attività culturali per renderle accessibili a un pubblico sempre più vasto e per creare valore per il territorio - e in collaborazione con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.
La mostra e l’ingresso alla villa saranno gratuiti per i cinque mesi del periodo dell’esposizione.
L’iniziativa consente di rileggere e ammirare i versi di Dante interpretati in chiave contemporanea dall’artista toscano Venturino Venturi (Loro Ciuffenna, 6 aprile 1918 – Terranuova Bracciolini, 28 gennaio 2002) che fu uno straordinario interprete della cultura del secondo Novecento.
In mostra sono esposte per la prima volta 54 opere su carta disegnate dall’artista nei primi anni ‘80 e ideate insieme al raffinato poeta dell’ermetismo Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), in cui sono rappresentate alcune terzine della Divina Commedia destinate a comporre una edizione realizzata nel 1984 da Edizioni Pananti Firenze.
Novità assoluta, la visita della mostra – arricchita da innovative soluzioni tecnologiche – è anche un’esperienza “immersiva”: installazioni multimediali riproducono l’immaginario dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, partendo dalle illustrazioni di Botticelli del classico dantesco arrivando alle opere di Venturi.
La mostra La Divina Commedia di Venturino Venturi vede il patrocinio del Comune di Firenze e della Società Dantesca con la collaborazione dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, è organizzata da Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron con il coordinamento di Arthemisia Group ed è promossa e sostenuta da Generali Italia.
L’esposizione ospitata dal 29 settembre 2016 al 26 febbraio 2017 a Villa Bardini Peyron a Firenze è curata da Lucia Fiaschi, direttrice dell’Archivio e del Museo Venturino Venturi.
In linea con le finalità di “Valore Cultura”, la mostra sarà accompagnata da un ricco e articolato programma di attività dedicate agli studenti: visite guidate e laboratori si aggiungono workshop e seminari di grafica e fotografia.