Albrecht Durer è forse l’esempio più alto dell’arte rinascimentale in Europa, ponte ideale tra la scuola italiana e la sua rilettura nordica. Pur considerato grande sia come pittore che come disegnatore, deve però all’opera incisa la sua fama e proprio grazie alle sue innovazioni sia formali che tecniche si vide consegnato alla storia dell’arte di tutti i tempi.
La mostra a cura di Vincenzo Sanfo è l’occasione per ammirare nello specifico la produzione grafica di Durer. Sono esposte oltre 100 opere, tra incisioni e xilografie, in gran parte di soggetto religioso, composte durante i suoi soggiorni veneziani tra il 1494 e il 1507. Opere che consentono di comprendere la rilettura del mondo classico e rinascimentale italiano di Bellini, del Mantenga e di Leonardo, approfondito in occasione dei soggiorni in Italia.
Proprio di quel periodo sono le serie dedicate alla Vita della Vergine (1502-1505) quelle della Piccola Passione Xilografica (1509-1511) e della Grande Passione Xilografica (1496-1499), con i quali Durer volle diffondere il messaggio religioso con una impronta umana e popolare più consona ai suoi tempi e superando quella tardo gotica ancora in uso. Innovazione che, mediata dal modello italiano, destò grande stupore e meraviglia in tutto il nord Europa.
Tra i lavori più importanti realizzati da Durer un posto d’onore è riservato al Grande Carro Trionfale di Massimiliano I. Commissionatogli dall’imperatore austriaco fu realizzato con l’aiuto dell’umanista Willibald Pirckheimer e consiste in otto fogli che riuniti compongono il carro trionfale trainato da sei coppie di cavalli. Massimiliano I non vide l’opera completata in quanto alla sua morte avvenuta nel 1519 l’opera non era ancora terminata, ma l’edizione definitiva (1526) tenne conto delle modifiche volute da Massimiliano e l’umanista Pirckheimer elaborò una complessa simbologia per esaltare l’essenza del “vero principe”.
Tra le opere più celebri presenti in mostra, particolare rilievo è infine posto ai fogli de “La Melancolia”, da sempre al centro di studi, ricerche e pubblicazioni che ne hanno indagato i significati tecnici, matematici, filosofici, esoterici, e del “Cavaliere e la Morte” che rappresenta appieno lo spirito della caducità della vita umana.
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PROMOTORI
Comune di Ancona – Assessorato alla Cultura
Provincia di Ancona – Assessorato alla Cultura
Fondo Mole Vanvitelliana
IN COLLABORAZIONE CON
Arthemisia s.r.l.
A CURA DI
Vincenzo Sanfo
ORGANIZZAZIONE E SEGRETERIA MOSTRA
Arthemisia s.r.l.



