COSENZA 22 FEBBRAIO > 30 APRILE 2003
PALAZZO ARNONE

La collezione della Banca Carime si è formata tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta, è costituita da oltre sessanta tra dipinti e sculture, che vanno dal Trecento al Novecento, ed è divisa tra Cosenza e Bari perché riunisce le precedenti raccolte di Caripuglia, rimasta a Bari, e di CariCal, conservata a Cosenza.
L’esposizione punta quindi al rilancio della prestigiosa collezione, tra le più importanti raccolte private esistenti nel meridione d’Italia.


Sono in mostra venticinque opere d’arte del Seicento e del Settecento, che costituiscono il nucleo più significativo e importante dell’intera collezione, per un interessante viaggio nel tempo che conduce lo spettatore “attraverso tutte le principali correnti del periodo, dal classicismo al caravaggismo, dalla grande pittura barocca alla cultura artistica romana”, come si legge nella prefazione al catalogo, scritta da Rossella Vodret.
La mostra accoglie opere come la piccola Salita del Calvario attribuita all'ambito dei Bellini; il dipinto con Santa Caterina d'Alessandria, recentemente restituita a Innocenzo Tacconi, il più fedele dei seguaci di Annibale Carracci; le due straordinarie tele con Sant’Agnese e Sant’Agata di Francesco Guarino; il Giudizio di Salamone di Domenico Antonio Vaccaro e opere di Francesco Solimena, Francesco De Mura, Bardellini.


Ben tre autori: Battistello Caracciolo, Honthorst e Van Baburen, documentano il vasto movimento del caravaggismo per poi arrivare alla grande pittura barocca, dove non poteva mancare la presenza del massimo protagonista Gian Lorenzo Bernini. Seguono alcuni dipinti di grandi pittori di area meridionale, tra i quali Francesco Guarino, allievo del caravaggesco Massimo Stanzione a Napoli, e Mattia Preti, il più importante artista calabrese e uno dei protagonisti della pittura del Seicento in Italia.
Il Settecento si apre con due quadri di una delle massime personalità del secolo, Francesco Solimena, che a Napoli raccolse l’eredità di Mattia Preti e Luca Giordano, e si conclude con un dipinto da ricondurre alla bottega di Corrado Giaquinto, pittore pugliese allievo di Solimena, raffigurante Enea e Didone sorpresi dalla tempesta e un’Adorazione dei pastori di Pietro Bardellino, allievo di De Mura.

 

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